Come calcolare l’importo dell’indennità di chiusura dell’azienda nel 2024?

L’indennità di chiusura dell’azienda si basa su due variabili principali: l’anzianità del lavoratore nell’azienda e la sua età al momento della cessazione del contratto. Calcolare questo importo implica conoscere il forfait per anno di anzianità applicabile alla data legale di chiusura, per poi aggiungere, se del caso, un supplemento legato all’età. Ecco come questi parametri si articolano e cosa cambiano concretamente sull’importo finale percepito.

Forfait per anno di anzianità e limiti applicabili

Il calcolo dell’indennità di chiusura parte da un importo forfettario moltiplicato per il numero di anni di servizio nell’azienda. Questo forfait è indicizzato periodicamente. Per le chiusure la cui data legale è a partire dal 1° marzo 2026, l’importo è di 206,99 EUR per anno di anzianità. I dati pubblicati dalla CGSLB per le chiusure precedenti menzionavano un forfait di 191,24 EUR (indicizzato al 1° dicembre 2022).

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L’anzianità presa in considerazione è limitata a 20 anni massimo. Un lavoratore che ha trascorso 28 anni nella stessa azienda vedrà quindi il suo calcolo limitato a 20 anni per questa prima componente. Il dettaglio dell’indennità di chiusura aziendale secondo B2Boost consente di comprendere meglio la meccanica completa di questo plafonamento.

Componente Base di calcolo Plafond
Anzianità 206,99 EUR x numero di anni di servizio 20 anni (cioè 4 139,80 EUR max)
Supplemento età (oltre 45 anni) 206,99 EUR x numero di anni di età oltre 45 anni 19 anni (cioè 3 932,81 EUR max)
Indennità massima cumulata Anzianità + supplemento età 8 072,61 EUR

Questa tabella riflette gli importi al forfait di 206,99 EUR. Con il forfait precedente di 191,24 EUR, il plafond globale si stabiliva a 7 458,36 EUR.

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Responsabile d'azienda che supervisiona la liquidazione degli uffici durante una chiusura di attività professionale

Supplemento per i lavoratori di oltre 45 anni: calcolo e esempio concreto

Il supplemento legato all’età mira a una situazione precisa: i dipendenti di oltre 45 anni, per i quali la ricerca di un nuovo lavoro dopo una chiusura risulta statisticamente più difficile. Ogni anno di età oltre i 45 anni dà diritto a un forfait supplementare identico al forfait di base (206,99 EUR o 191,24 EUR a seconda della data legale di chiusura).

Questo supplemento è anch’esso limitato, a 19 anni. Un lavoratore di 64 anni raggiungerebbe quindi il plafond (64 – 45 = 19 anni). Al contrario, un dipendente di 51 anni contabilizza solo 6 anni di supplemento.

Esempio con il forfait di 191,24 EUR

Un lavoratore di 51 anni con 28 anni di anzianità nell’azienda chiusa percepisce:

  • Componente anzianità: 20 x 191,24 = 3 824,80 EUR (plafond raggiunto, gli 8 anni eccedenti non contano)
  • Componente età: 6 x 191,24 = 1 147,44 EUR (51 anni – 45 anni = 6 anni)
  • Totale: 4 972,24 EUR di indennità di chiusura

Con il forfait di 206,99 EUR, lo stesso profilo otterrebbe 20 x 206,99 + 6 x 206,99 = 5 381,74 EUR. La differenza tra le due indicizzazioni si avvicina ai 400 EUR per questo caso specifico.

Cumul con altre credenziali: cosa copre il Fondo di chiusura

L’indennità di chiusura non è l’unica somma che il Fondo di chiusura (FFE) può versare. Secondo la brochure aggiornata a maggio 2024 dalla CGSLB, il lavoratore può cumulare l’indennità di chiusura con arretrati di retribuzione e di ferie coperti dal Fondo, entro certi limiti.

Questo cumulo modifica l’importo totale effettivamente percepito rispetto al solo calcolo teorico dell’indennità. Un dipendente il cui datore di lavoro non ha versato gli ultimi mesi di stipendio prima della chiusura può così ricevere, oltre all’indennità forfettaria, un intervento del Fondo che copre una parte di questi arretrati.

Ritenute e fiscalità

L’importo lordo calcolato non corrisponde all’importo netto. Delle ritenute sociali si applicano sull’indennità di chiusura. Il Fondo procede a queste ritenute prima del pagamento, il che riduce la somma realmente percepita dal lavoratore.

Allargamento del campo di applicazione dal 2023

L’indennità di chiusura e l’indennità di transizione sono state estese ai lavoratori di aziende che non hanno finalità industriali o commerciali. Questo allargamento, sostenuto da un decreto reale adottato su proposta del ministro del Lavoro Pierre-Yves Dermagne, riguarda in particolare alcune ASBL e organismi senza scopo di lucro.

Prima di questa modifica, solo i lavoratori del settore industriale e commerciale potevano accedere all’indennità. L’estensione cambia le carte in tavola per migliaia di dipendenti del settore non profit il cui datore di lavoro cessa le attività.

Riunione professionale per il calcolo delle indennità legali durante una procedura di chiusura d'azienda

Tempi di pagamento e valore reale dell’indennità

Un rapporto della Corte dei conti di giugno 2019 ha messo in evidenza un allungamento dei tempi tra la chiusura effettiva e il pagamento completo dell’indennità da parte del Fondo. Questa tendenza, confermata in dibattiti parlamentari successivi, ha un impatto diretto sul valore pratico dell’indennità per il lavoratore.

Durante il periodo di attesa, il dipendente deve spesso ricorrere alle indennità di disoccupazione per compensare l’assenza di reddito. Il tempo di pagamento riduce il valore reale dell’indennità, anche se l’importo nominale rimane identico.

Il calcolo dell’indennità di chiusura rimane un’operazione aritmetica semplice una volta noti il forfait e i limiti. La difficoltà risiede maggiormente nell’identificazione della data legale di chiusura, che determina il forfait applicabile, e nella considerazione delle ritenute.

Per un lavoratore di meno di 45 anni con meno di 20 anni di anzianità, la formula si riassume nel moltiplicare il forfait per il numero di anni di servizio. Oltre, il doppio plafonamento (anzianità ed età) fissa un massimo che nemmeno i profili più senior supereranno.

Come calcolare l’importo dell’indennità di chiusura dell’azienda nel 2024?